Un altro mattone sul muro della gentilezza

Dimenticate il Muro di Berlino. Accantonate la barriera che divide le due Coree, le Peace Lines in Irlanda e pure Trump con il suo folle muro. Dimenticate per un momento il messaggio di discordia che questi vogliono intimare e ripensate in modo positivo.

Negli ultimi anni, in tutto il mondo, stanno crescendo iniziative di solidarietà legate ad un nuovo concetto di muro, un muro che non pone ostacoli, ma sostiene l’unione tra le persone.

In Italia sono i muri della gentilezza esi stanno diffondendo a macchia d’olio. Sono diversi tra loro per forma, colore e dimensione, lasciano libero sfogo alla creatività di coloro che, per il sociale, stanno promuovendo l’iniziativa nella propria città.

A cosa servono? Semplice, a fare opere di bene!

Le strutture vengono create sui marciapiedi delle strade principali e munite di appendiabiti. Ognuno è libero di lasciare i propri abiti inutilizzati a disposizione di chi ne avesse davvero necessità.

“Se non hai bisogno lascialo, se ne hai bisogno prendilo” è il motto che sta spopolando fuori e dentro al web.

Napoli, Bari, Monza e prima ancora Svezia e Iran. Recentemente il progetto è arrivato anche a Bologna, dove il consiglio comunale sta seriamente valutando la proposta.

Occorre abbattere il muro dell’indifferenza per costruirne uno più solido e duraturo, un muro di speranza che possa aiutare chiunque ne ha veramente bisogno. Affinché l’iniziativa non venga vanificata, servirà lo sforzo di tutti. La stagione invernale è alle porte: grazie a queste iniziative sarà una stagione molto meno rigida.

Controllate negli armadi e negli scatoloni in soffitta: quello che per voi rimane inutilizzato potrebbe diventare molto utile per altri. La possibilità di fare del bene è a portata di attaccapanni!

illustrazione di Elena Farinelli

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