Una Venezia segreta senza turisti

illustrazione a cura di Francesca Pasqual

Post quarantena la voglia di viaggiare era incontenibile e altrettanto era il desiderio di riabbracciare le parti d’Italia che più amo. Così, una mattina a caso, presi il treno e andai a Venezia: quando mi sarebbe ricapitato di vedere Venezia vuota, senza turisti?

Vi porto con me in una Venezia un po’ insolita, tralasciando le cose comuni e lasciandovi anche qualche consiglio su dove mangiare.

Dalla stazione mi dirigo verso “Dodo caffè” in Fondamenta dei Ormensini 2845, poco dopo il ghetto ebraico, luogo assolutamente da visitare se non l’avete mai fatto. Siamo leggermente fuori dalle vie più trafficate dai turisti e, mentre prendo un caffè ed una pasta, mi rendo conto che è la prima volta che sento parlare i veneziani tra di loro: prima era più abituale sentir parlare in inglese. Questo è un ottimo bar dove fare aperitivo la sera se volete; io ho trovato una giornata di pioggia, quindi tutti i tavolini fuori non c’erano, ma il contesto è molto apprezzabile.

Prima tappa: Ponte Chiodo, dal Campo San Felice, nei pressi di Strada Nuova, seguite la Fondamenta San Felice fino alla fine. Originariamente i ponti a Venezia furono tutti costruiti in pietra e senza ‘bande’ – protezioni – poi, dal 1800, vennero tutti dotati di parapetto, tranne questo. Il ponte Chiodo prende il nome dalla famiglia che lo possedeva all’epoca; rimane un ponte privato perché conduce ad una abitazione, ma fa parte di una Venezia segreta, lontana dai sentieri dei turisti.

Seconda tappa: Casa circondata dall’acqua, in Rio Santa Maria. È l’unica casa bagnata dall’acqua su tre lati con l’unico accesso sul retro. È uno degli scorci più belli di Venezia, soprattutto in quel periodo in cui l’ho visitata, quando l’acqua dei canali era talmente pulita da rispecchiare le case e i ponti.

Terza tappa: scala del Bovolo e Palazzo Contarini. Questa strana scala a chiocciola (bovolo in dialetto veneziano) risale al ‘400 ed è nata per arricchire il Palazzo al suo fianco. Un piccolo gioiello rinascimentale che vi permette anche di godere di un bellissimo panorama di Venezia dall’alto, essendo in un punto strategico della città. Purtroppo non ho allegati panoramici da proporvi perché quel giorno pioveva, ma questa scala e questo palazzo racchiudono una storia molto interessante: ci tornerò sicuramente.

Ora di pranzo: mi dirigo verso “L’osteria al squero”, un piccolo bacaro in Dorsoduro. Faccio un po’ di fila ma ne vale la pena; prezzi fantastici per Venezia, spritz buonissimo e quel cicchetto (tipo tapas) con tonno e cipolla caramellata è stata una delle cose più buone mai mangiate in vita mia. La scelta tra cicchetti è ampia ma non dimenticate quello al baccalà mantecato.

Un’amica mi consiglia, visto le vicinanze, di andare a prendere un gianduiotto “Da Nico”. Così, senza troppo indugiare, mi dirigo verso questo dolcino che, pensando alla parola ‘gianduiotto’, mi immagino molto piccolo… e invece. Un bicchierino ripieno di panna montata (fatta in modo magistrale) e un tronco di semifreddo al gianduia infilato dentro. A mio parere vince sul gianduiotto torinese. 

Ultima tappa: Libreria Acqua Alta, Calle Longa S.Maria Formosa 5176b. Lo so, non è niente di nuovo ed è uno dei posti più instagrammabili di Venezia, e non avete visto altro che foto di persone che scalano i libri. Io non sono qui per consigliarvi un posto dove fare solo delle foto, venite qui per comprare! Ho visto tanta gente entrare solo per scattare fotografie e pochissime acquistare dei libri. Questo posto prima di tutto è un negozio molto ben rifornito, nel quale io stessa ho trovato due libri che cercavo da una vita. Poi intorno è sicuramente bello e si presta per scattare foto e selfie, ma supportate questa libreria che, soprattutto con l’acqua alta, si trova in condizioni di perdite di guadagno incredibili. Quindi, venite qua e fate una scorpacciata di libri!

Per finire la giornata non potevo perdermi piazza S.Marco vuota, il Ponte di Rialto e il Ponte dei Sospiri perché, nonostante abbia perso il conto delle volte in cui ho visitato Venezia, rimangono sempre dei luoghi che fanno innamorare. Siamo molto fortunati a vivere in Italia, abbiate cura del nostro paese.

Mentre mi perdo, volontariamente, tra le calli penso alla prossima destinazione: ci sarà solo e molta Italia per un bel periodo. 

Supportiamo il turismo Italiano, non c’è nient’altro al mondo bello come l’Italia. 

Nessun posto è bello come casa mia. (Dorothy Gale)

Nata a Ferrara nel 1991 ma ancora le chiedono i documenti per entrare in qualsiasi locale. Divide la sua passione tra storia della farmacia, danza e viaggi e questi ultimi sono la causa della velocità con cui finisce il suo stipendio. Quando viaggia si perde, sempre, ma per scelta. Sognatrice misantropa, innamorata delle cose belle e coccolose.

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