Zanaka

Artista: Jain   Album: Zanaka – 2015, Spookland Records, Columbia Music, Sony Music 

Se cercavate un disco polivalente, senza troppi fronzoli, che potrebbe essere di compagnia, ma utile per ballare da soli, lo avete trovato. Zanaka, primo lavoro di Jain, pseudonimo di Jeanne Louise Galice, si presenta al grande pubblico così: un album pop con influenze musicali di tre continenti diversi.

Jain nasce a Tolosa nel 1992 da padre francese e madre malgascia, gira il mondo fin da piccola, assorbendo come una spugna ogni influenza culturale dei luoghi in cui vive. Questo suo lavoro è chiaramente la storia della sua vita fino ad oggi. Zanaka, che il lingua malgascia significa bimbo, è un album anglofono, quindi accessibile a tutti, che racconta ogni influenza e stile che la giovane artista ha ascoltato ed acquisito negli anni.

Come è il primo pezzo dell’album e si capisce subito quale sarà la direzione. Si parla di Africa, di migrazioni, di amori lasciati e ritrovati. Sarà mica un messaggio subliminale? Il tributo all’Africa è evidente anche in Makeba, in riferimento a Miriam Makeba, altra artista che ha segnato l’infanzia di quest’artista.

È un perfetto esempio di contaminazione musicale riuscito decisamente bene. Jain è stata, e lo è tutt’ora, una migrante.

Il continuo migrare non può che averle fatto bene. L’album è uno specchio che riflette la sua multiculturalità. Ogni canzone è diversa dall’altra. Il filo conduttore è la sua voce, che si adatta a basi diverse, tra hip hop e dance, con l’Africa come denominatore comune.

In copertina, Jain è raffigurata con tre paia di braccia. Tre come i continenti in cui ha vissuto. Sarà un caso? Scommetto di no. Ma se su questo particolare ci lascia nel dubbio, sono certo che non si fermerà qui. Nel 2018 è uscito il suo secondo lavoro Souldier con molte influenze del primo album. La carriera davanti a lei è ancora molto lunga ma scommetto che Zanaka sarà sempre il suo filo conduttore.

Tre decadi più uno compiute da poco e distribuite, più o meno tutte, sul territorio ferrarese. Millenial o, se preferite, facente parte della Generazione Y, coltivo da sempre la passione dello sport ma soprattutto della musica, che tengo accesa andando a qualsiasi concerto passi nelle vicinanze della città estense. Leggo spesso, per combattere l’ignorante che è in me, libri, fumetti, saggi riguardanti storia e, per l’appunto, musica e sport. Devoto alla religione di Spotify, non disdegno le serate compagnia a base di birra e, ovviamente, di musica.

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