ABBRACCIO EGOISTA

Ventunesimo giorno di quarantena e tutto va bene, penso.

Sarà la quarantena, l’obbligo di restare chiusa in casa, i giorni che passano e i weekend che non distingui, sarà che oggi ho finito l’alcol che avevo in casa, non lo so, ma mi sono svegliata un po’ malinconica.

Ho paura che questa situazione non ci insegni niente. 

Ho paura che una volta usciti tutto torni come prima.

Ho paura che una volta usciti ci siano nuovi tagli alla sanità, alla ricerca e all’istruzione.

Ho paura che tutti tornino a maltrattare la terra come prima; ora che si sono visti dei miglioramenti.

Ho paura che i politici continuino a pensare sempre a loro stessi e mai ai cittadini, per quanto il premier si sia dimostrato all’altezza (mia opinione!!).

Ho paura che saltino fuori nuovamente i novax.

Ho paura che i genitori non abbiano insegnato nulla ai loro figli da questa situazione.

Ho la speranza che siano stati i figli ad insegnare ai genitori.

Ho tante paure, che all’inizio erano speranze, ma che piano piano si sono affievolite, sempre di più. Perché vedo i telegiornali, leggo le notizie, leggo i messaggi che mi arrivano, le infinite catene, vedo i passanti davanti a casa e nessuno sembra aver capito la situazione. Tanti si professano virologi, scienziati, politici, economisti, senza averne le competenze quando basterebbe cercare tra le fonti attendibili (l’OMS).

Vorrei uscire da questa situazione trovando gente più responsabile, gentile e rispettosa. Vorrei fosse lasciato da parte l’egoismo e vorrei che tutti si fossero fermati ad ammirare come il mondo è cambiato mentre noi ci siamo chiusi in casa. 

Avete fatto caso che si sentono di più i canti degli uccelli e meno i rumori delle macchine?

Avete pensato a quanto tempo ci è stato regalato in una vita piena di frenesia?

Qualcuno ha fatto il pane, qualcuno ha letto un libro al giorno, qualcuno ha iniziato a fare yoga, qualcuno ha iniziato a fare a maglia e mille altre cose. Quando mai avremmo avuto il tempo di farlo? Quanto siamo fortunati a fare queste cose mentre ci sono tante altre professioni che ci permettono di combattere questa pandemia… Perché è loro che dobbiamo ringraziare, non solo adesso, sempre. 

Mia sorella è insegnante, e so benissimo che è una brava insegnante, e ora sta lavorando il triplo rispetto a prima, mentre presidi e ministri non fanno altro che metterle il bastone tra le ruote. E quante volte i genitori, prima di tutto questo, si sono lamentati con gli insegnanti per i più stupidi motivi?! Ora li ringraziano per quello che stanno facendo?

Non voglio sembrare polemica, vorrei solo farvi riflettere su quanto sia importante questo tempo nuovo. Ci permette di visualizzare tutto a rallentatore.

Pensate alle videochiamate fatte tra amici con la scusa di un aperitivo. Prima li vedevamo così tanto i nostri amici? E cosa ci vuole? È così difficile scrivere a qualcuno “Come va?”?! No, ma è più facile dire “non ho tempo”.

“NON HO TEMPO”

Una frase terribile che ci crea muri intorno, e non sono quelli di casa.

Ci siamo isolati ancora prima di questo virus e proprio questo virus ci ha fatto riscoprire l’amore per noi stessi e gli altri.

Ma facciamo che questo bene possa proseguire realmente, non dimentichiamoci subito di questa clausura.

Teniamoci l’emozione del voler riabbracciare qualcuno SEMPRE, nonostante il virus, nonostante “non ho tempo”.

Quando ci sarà permesso di uscire, ci abbracceremo e probabilmente mi fermerò a guardare negli occhi le persone a cui voglio più bene. Il silenzio vale più di mille parole e dentro gli occhi ci sono nascoste tutte le parole che non avremo mai avuto coraggio di dire, tipo “Avrei voluto trovare il tempo prima, ma era più facile dirti che non avevo tempo”.

P.s.: riabbraccerò anche l’Italia, e mi fermerò a fissare anche il mare, Firenze, Venezia, Bologna, le Dolomiti e tanti altri posti a cui dedicherò le mie prossime vacanze.

Nata a Ferrara nel 1991 ma ancora le chiedono i documenti per entrare in qualsiasi locale. Divide la sua passione tra storia della farmacia, danza e viaggi e questi ultimi sono la causa della velocità con cui finisce il suo stipendio. Quando viaggia si perde, sempre, ma per scelta. Sognatrice misantropa, innamorata delle cose belle e coccolose.

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