Ad Aqaba!

Alto’s Odyssey (****¼)

In ogni cinefilo è scolpita per sempre: “ad Aqaba!”, comandava Anthony Quinn all’inizio della magnifica sequenza di Lawrence of Arabia, per poi marciare alla testa di un’agguerritissima cavalleria araba attraversando l’intera vallata desertica di Wadi Rum e sorprendendo la guarnigione nemica, fino a giungere vittoriosamente sul golfo. Quella corsa inarrestabile, in quel set fatto di dune e canyon favolosi, impressero su centinaia di metri di celluloide un’epica da ben sette Oscar. Non so se ai prolifici studi canadesi della Noodlecake avessero memoria di tutto ciò. Quello che è certo è che i ragazzi su sandboard di Alto’s Odyssey (2018) sono come gli Omar Sharif, i Quinn e gli O’Toole in quella sequenza cinematografica: in inarrestabile attraversamento di un mare di sabbia.

sabbiosa ma scorrevole

Oasi e canyon anziché isole e coste, chissà per dove. Un’odissea di sabbia, anche se certamente meno rischiosa e sorvegliata da un’ottima colonna sonora (forse la migliore mai recensita in questa rubrica). Un endless runner game semplice (qui il suo maggior pregio), fatto di meravigliosi contrappunti sonori e rilassantissimo rumore bianco, sabbia solcata dalla tavola (o sandboard). Le animazioni risultano fluide permettendoci spettacolari salti, “grindate” e tanti, tanti backflip fra mongolfiere in ascensione e uccelli variopinti; di giorno e di notte, col sereno o il maltempo, i personaggi del gioco vivono sulla tavola e si stagliano nella controluce di un mutevole orizzonte.

Zen sportivo

Noodlecake Studios ha saputo coniugare magistralmente atmosfere meditative proprie di un giardino zen con la vivacità di uno sport game genuino. Attraverso evocativi biomi vengono lanciate sfide sempre nuove, ciascuna delle quali avrà una battuta d’arresto per quel capitombolo che disperatamente cercherete di evitare ma inutilmente. Il resto è fatto di personaggi da scoprire, di munifiche raccolte di monete e di trick da combinare per moltiplicare il punteggio. I gadget sono fichissimi c’è anche da evitare un lemure impaurito.

In-app: del moralismo

Come al solito il giochino, insufficientemente raccontato su Time Goes Byte, viene paragonato in modo esuberante fin nella più becera edulcorazione (il mio è non solo gratuito, ma anche viscido servilismo). Anzi, ho pagato la bellezza di un caffé per non dovermi sorbire le pubblicità fra una partita e la successiva, credendo che questo fosse un modo più che onesto di ricompensare il team Alto. Poi il disinganno: per non interrompere la partita, o meglio, per non ricominciarla, mi viene proposto di sorbirmi un video promozionale. Non è una frode, attenzione (la cosa è esplicitata in carattere di grandezza “6”, sotto “Rimuovi pop-up pubblicitari”), ma un’indelicatezza. Ed io sono un tipo molto, ma molto delicato.

Android – Google Play: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.noodlecake.altosodyssey&hl=it

iOS – Apple Store: https://apps.apple.com/it/app/altos-odyssey/id1182456409

F.A.R. Fuori corso Annoiato Radicale. Tre iniziali dietro alle quali nascondo malamente una profonda passione per i libri, i gatti e le rime. Sogno di avere un giorno un biglietto da visita così intenso da conquistarci le donne. Unico difetto: non riconosco la separazione dei saperi. Segni particolari: mi piacciono tutti ma preferisco i pesci.

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