L’importanza di bere buona birra

La coscienza di un appassionato, a ruota libera

Sono dappertutto! Nei vostri pub di fiducia, nelle corsie dei supermercati, nei frigoriferi dei vostri amici e persino in numerosi dei ristoranti che frequentate: le birre artigianali stanno colonizzando le nostre bevute e, senza accorgercene, ci troviamo spesso in difficoltà davanti a tutte queste sigle sui menù e sulle etichette delle bottiglie. Un anonimo appassionato ci racconta la sua esperienza e il rapporto con il “Beer Club”.

Era il lontano 2012 quando feci la conoscenza diretta con il mondo della birra artigianale. In vacanza con alcuni amici a Roma, incappammo in una buffa insegna tra le vie di Trastevere: Ma Che Siete Venuti A Fa’. Incuriositi entrammo in quel covo di calciofili con l’intenzione di bere una birra: sul lato destro una lavagna con un elenco sterminato di nomi sconosciuti, sulla sinistra gli stessi nomi erano riportati sui rubinetti delle spinatrici. Erano tante per noi, abituati alle nostre bevute scontate e monomarca, provammo diverse tipologie, poi ordinammo nuovamente, e ancora… Fu amore a prima vista.

La prima fondamentale regola per prender parte al “Beer Club”: non esiste un Messia che possa dirvi cosa è buono e cosa non lo è; i gusti sono personali, e come tali non possono essere giudicati. Per questo motivo il consiglio più spassionato è di scegliere e provare birre sempre diverse e stabilire da soli quali diventeranno le vostre bevute preferite. Quando siete in un pub, non fatevi scrupoli, invadete il publican (o chi per lui) di domande e curiosità; solo così potete sapere che prodotto vi troverete davanti. Ah, naturalmente incapperete spesso in persone che ne sanno quanto voi, o meno ancora, non fatene un limite, la vostra personale opinione sulla birra non dipende da questo.

Bevo quello che più mi incuriosisce, faccio domande assurde nei pub a cui mi rispondono con  facce altrettanto assurde, i miei amici a volte se la ridono alle mie spalle per la mia meticolosità davanti ad un listino birre, ho persino una agenda dove scrivo ciò che bevo, anche se ancora non so bene cosa me ne farò…

Seconda regola: dimenticate “la bionda”, “la rossa”, “la doppio malto” e “la cruda”; nella tradizione birraria esistono numerosissimi stili che si distinguono tra loro per aromi, sapori e sensazioni; il colore non è fondamentale, e nemmeno quelle “siglette” che sentite menzionare continuamente negli spot pubblicitari: quello è solo marketing! Curiosando tra questi stili troverete di persona le differenze e le somiglianze che più strizzano l’occhio al vostro gusto; avrete una birra preferita per l’afa estiva, una più adatta alle chiacchiere tra amici davanti al bar, una da abbinare al vostro panino preferito…

Al colore non faccio più caso, cerco sapori e aromi nuovi, sensazioni ricorrenti, esperienze!

Ogni viaggio ora ha uno scopo in più. Cerco su internet i birrifici locali, i pub più eccentrici, i beershop più forniti, li aggiungo al mio itinerario e rendo la mia vacanza ancor più indimenticabile.

Terza regola: il prezzo non deve per forza essere un problema. Scolare qualche birra in meno a favore del “bere consapevolmente meglio” non può che essere un vantaggio per uscire da una serata soddisfatti e senza cerchi alla testa.

Il prezzo non è mai stato una seccatura. Piuttosto che rimanere insoddisfatto bevendo “classici dell’industria”, bevo un po’ meno e mi godo le “chicche” artigianali, le centellino, le gusto fino in fondo: risultato niente mal di testa a fine serata e appagamento a mille.

Quarta regola: parlatene a tutti! La vostra consapevolezza deve essere condivisa con chiunque.

Siate intraprendenti come pionieri a caccia dell’oro, giocate con il vostro palato, seguite consigli, azzardate abbinamenti a tavola come gli chef pazzi in televisione.

Concludo velocemente citando un appassionato del settore e membro del Club: Non esiste la birra, esistono le birre.

Dal lontano '87 vivo perlopiù nella provincia Ferrarese, non senza viaggiare, realmente o con l'immaginazione, attraverso l'Europa. Passioni: tante, pure troppe. Letteratura, cinema, musica (ascoltata e suonata), e ci mettiamo anche un po' di sport per darci un tono... Nel tempo libero provo anche a lavorare, ma solo ed esclusivamente a contatto con tanta birra!

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