RUSTY LAKE PARADISE

Non troverete i Mini Pony, in questa Villa Paradiso

Rusty Lake Paradise (****½)
Memorie in formato Super 8, ma è il XVIII secolo.
Un lago pedemontano, una ballata al pianoforte incrocia la scia di un gozzo nella foschia. La Paradise è l’isola di famiglia, luogo dell’infanzia.
Il decesso della madre.
E adesso, tutta l’isola sembra malata. Il paesaggio del cuore, la villa e quei visi familiari, la palizzata dietro la quale si giocava da piccoli, … tutto comincia a scivolare lentamente. Crolla la sponda delle nostre certezze in quel lago irriconoscibile, la cui acqua ora sembra sangue. Siamo alla prima di dieci piaghe.

L’orlo dell’inquietudine
Saremo spinti a recuperare i ricordi materni perduti – click and point – fra i perturbanti sentieri di una memoria stranita da una qualche maledizione. Infestazione, putrefazione, …ogni manifestazione degenerativa che accompagna la caducità è presente negli oggetti e nei personaggi che incontreremo. Le “piaghe” della narrazione corrispondono a cicli di enigmi in forma di puzzle, spesso anche interconnessi. La loro difficoltà coinvolge ed è basata su diversi piani logici, cui dovremo abituarci. Le scene sorprendono, ma alla indie Rusty Lake sono maestri, in questo: persino gli elementi più semplici puzzeranno di malsano e ogni passo sarà accompagnato da messianiche profezie.
«Io debbo vedere, perciò, cosa sia, e esplorare questo mistero»
Soltanto il nostro sforzo potrà riscattare le sorti della famiglia e dell’isola. Ma non crediate che ciò potrà essere fatto rasserenando l’atmosfera, no. Mentre cauterizzerete ognuna delle dieci piaghe imperversanti sull’isola vi dovrete aggrappare al sottilissimo spago di una speranza unicamente vostra. Nessun chiarore rallegrerà il sentiero a seguito del vostro operato. Paradise would not exist without great sacrifice, sembra essere il motto di famiglia. Siete soli, voi e la vostra curiosità.
«Soltanto questo, e nulla più».

Un giochino di tradizione
Misterioso, inquietante, a tratti bizzarro e ironico. Certo, di quell’ironia che può farci scambiare un ringhio per una risata o «inducendo tutta la [nostra] triste anima al sorriso», per citare malamente -e ancora una volta – il Poe de Il Corvo. Rusty Lake Paradise (2,99€ – 2018) è uno di tre giochini appartenenti all’omonima serie; forse la meno conosciuta, rispetto alle altre avventure della Rusty Lake, raccolte sotto il nome “Cube Escape” (serie più strettamente in stile escape room), ma anche la più coinvolgente.

Consiglio: da giocarsi seduti su una poltrona wingback modello Chippendale, fra il crepitio di un caminetto sopra al quale avrete appeso un Joahn Scherft e il «serico triste fruscio» di una pesante tenda alle vostre spalle. Roba che si trova all’Ikea.

Android – Google Play: https://play.google.com/store/apps/details?id=air.com.RustyLake.RustyLakeParadise&hl=it
iOS – Apple Store: http:// https://apps.apple.com/it/app/rusty-lake-paradise/id1253855339

F.A.R. Fuori corso Annoiato Radicale. Tre iniziali dietro alle quali nascondo malamente una profonda passione per i libri, i gatti e le rime. Sogno di avere un giorno un biglietto da visita così intenso da conquistarci le donne. Unico difetto: non riconosco la separazione dei saperi. Segni particolari: mi piacciono tutti ma preferisco i pesci.

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