SHADOWMATIC

Come mai un pomo modellato non desta interesse?

Shadowmatic (****1/4)

Un pomo modellato è fuori dell’arte perché è un fatto iconografico isolato nello spazio; il pomo dipinto è un fatto d’arte perché non è ritagliato nello spazio, ma sono costruiti anche lo spazio e l’ombra che lo circondano”.

Questo pensava lo scultore trevigiano Arturo Martini (Aforismi [1944] in La scultura lingua morta, Abscondita ed. 2001): non si può pensare di gestire lo spazio perché è lo spazio che ci vincolerà alle sue leggi, ma trovando nuove leggi in un contesto che non risponda allo spazio, come in pittura, avremo la possibilità di fare arte liberamente. Parole forti! Minimo bisogna (A) immaginare un contesto svincolato dalle leggi della fisica, (B) immaginare nuove leggi appositamente per quel contesto e (C) saper rappresentare il tutto. Io, personalmente, avrei il mal di testa già ad (A)

“Donna che nuota sott’acqua” , Arturo Martini (1942)

Arte e giochini

Il grande scultore non poteva però immaginare che oggi avremmo giocato ai videogiochi. In campo videoludico (e da qualche annetto ormai) possiamo agire attivamente all’interno di contesti audiovisivi in cui le possibilità di trasgredire le Leggi di Natura e di “creare altrimenti” si fanno in modo sempre più convincente arte, oltre la pittura. Se ciò è valido riflettendoci in generale, a scardinare l’aforisma del Maestro si è proposto Triada Studio Games nel 2019 col giochino Shadowmatic. Un gioco nel quale l’aforismatico “pomo” è ombra e l’ombra è oggetto.

“Studio di una mela”, P. Cezanne

Meditate!

Nel gioco ci troviamo ad armeggiare con fluttuanti sculture astratte che proiettano le loro indefinibili ombre sulla parete di un ambiente chiuso, fino a che – quasi miracolosamente – una particolare angolazione di una di esse non ci ricorderà parte della sagoma di un oggetto comune (un manufatto, un animale, …) che, a quel punto, avremo il compito di ricomporre spostando e ruotando le sculture sospese. Gli oggetti sono suddivisi per contesto e tale contesto è richiamato dall’arredamento degli ambienti.

Si tratta di un puzzle game affascinante e impegnativo, ma non per questo destinato ai soli appassionati del genere (quelli, per intenderci, che amano soffrire). Al di là della meccanica di gioco, Shadowmatic ha un fascino speciale che attribuisco alla riuscita combinazione di luci e ombre, suoni e colori che portano i pensieri altrove e, allo stesso tempo, ci conducono inconsciamente verso qualche cosa che desideriamo trovare, come quando quel buon odore in casa di nonna ti fa trovare i tuoi biscotti preferiti nel forno, in cottura. Non per niente nelle informazioni di gioco leggo, in italiano, la felice definizione di “rompicapo meditativo”.

L’obolo

Per alleviare le nostre fatiche (abbiamo appena visto OITNB tutto di fila, grazie ai consigli di Terry) è stato realizzato un intuitivo piano d’indizi che ci permette, all’inizio per frasi e poi suggerendoci parti dei movimenti da far fare alle sculture, di gestire qualche spazientimento dato dal buon livello di difficoltà ed il gran numero di rompicapo. Sono i dettagli come l’assistenza durante il gameplay e la distensiva musica ambient, a supporto di un’idea nata fortunata, che a mio giudizio rendono la Triada Studio Games meritevole, su altri giochini, di qualche monetina. Del resto, noi viviamo fuori dall’arte (e vogliam la nostra parte)!

Android – Google Play: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.triadastudio.shadowmatic&hl=it

iOS – Apple Store: https://apps.apple.com/it/app/shadowmatic/id775888026

F.A.R. Fuori corso Annoiato Radicale. Tre iniziali dietro alle quali nascondo malamente una profonda passione per i libri, i gatti e le rime. Sogno di avere un giorno un biglietto da visita così intenso da conquistarci le donne. Unico difetto: non riconosco la separazione dei saperi. Segni particolari: mi piacciono tutti ma preferisco i pesci.

Related Posts

Leave a Reply

My New Stories