UN AMORE INFINITO : Salvador Dalí e Portlligat

“Portlligat és el lloc de les realitzacions. És el lloc perfecte per al meu treball. Tot es conjura per tal que així sigui: el temps discorre més lentament i cada hora té la seva justa dimensió. Hi ha una tranquillitat geològica: és un cas planetari únic”.  

“Portlligat è il luogo di produzione. Il luogo ideale per il mio lavoro. Tutto congiura perchè sia così: il tempo scorre più lentamente e ogni ora ha la sua giusta dimensione. C’è una tranquillità geologica: è un caso planetario unico “. 

Così il grande maestro surrealista Salvador Dalí (Figueres, 11 Maggio 1904 – 23 Gennaio 1989) definisce il piccolo paese della Costa Brava, accoccolato su una splendida cala di Cabo de Creus, dove visse dagli anni ’30 fino alla morte di Gala nel 1982.  Quella che ad oggi è una casa-museo, fu per l’artista non solo una residenza ma una vera e propria opera d’arte di stampo surrealista che egli stesso realizzò a partire da una piccola capanna di pescatori. Un rifugio in continua espansione in cui si consacrò quell’amore travolgente, ricco di eccessi e follie per la sua musa, la sua ragione d’essere, la sua compagna di vita, Gala.  “Lucido Gala per farla brillare, per renderla più felice possibile. Mi prendo cura di lei più che di me stesso, perché so che, senza di lei, tutto avrebbe fine”.  

Per tutti gli amanti dell’estrosa realtà daliniana, ma anche per tutti quelli che sono in procinto di organizzare una vacanza verso il caliente paese spagnolo, è doveroso fare irruzione in quel piccolo mondo che lo stesso artista realizzò su misura.

Portlligat conquistò Dalí: la luce, il meraviglioso scenario e la sua isolata tranquillità. Il folle amore per la baia di Portlligat è percepibile non appena si inizia a scorgere il suo nido, dalle caratteristiche piuttosto insolite.

Si rimane esterrefatti, come rimase lo stesso Dalí. La stessa aria prende una forma surrealista e ti fa immergere in un complesso labirintico che rappresenta a tutti gli effetti la geniale pazzia del Maestro catalano. Visitare l’interno della casa è un’esperienza che, attraverso un percorso guidato, sa saziare tutti i sensi. Ogni singolo dettaglio, appositamente creato e posizionato dall’artista, ci colpisce con un’intensità tale da raccontarci una parte della sua storia.  A tal proposito, Dalí affermò di aver posizionato degli specchi nella camera da letto in modo che riflettessero il panorama che si vedeva dalla finestra, cosicché “la sua camera da letto fosse il primo luogo di Spagna a vedere l’alba”. Le stanze presentano forme e dimensioni diverse, collegate da stretti corridoi e cambi di livello, ricche di oggetti “strambi”, come il BearLobby al punto di partenza, ma il particolare fondamentale risiede nella “onnipresenza”  di finestre che si affacciano proprio sulla baia di Portlligat. Infatti il legame intimo, a tratti morboso, con questo idilliaco scenario rappresentò per l’artista una ricca miniera per la realizzazione di molte delle sue opere come, ad esempio, la famosa “Persistenza della memoria”, sulla cui origine risiede un interessante aneddoto. Lo stesso Dalí ci racconta di essere stato ispirato da una cena a base di Camembert, formaggio di forma tonda la cui morbidezza e scioglievolezza aveva rimandato alla sua mente l’idea degli orologi molli, cosicché decise di aggiungere tale dettaglio ad un quadro ritraente la baia di Portlligat, su cui stava lavorando.   

L’amore per il “maestro del surrealismo” è condizione sufficiente per la visita della sua “Casa-Museo”, ma requisito necessario è la curiosità di abbandonarsi ad un’esperienza ricca di colpi di scena e meraviglie, da cui emerge il mondo nascosto della mente cosciente dell’artista, circondata da scorci bucolici e sognanti. 

“Ogni mattina mi sveglio e, guardandomi allo specchio, provo sempre lo stesso ed immenso piacere: quello di essere Salvador Dalí.”

"Ho 24 anni e, per qualche causa oscura sono una studentessa di fisica. Mi sto specializzando in fisica applicata ai beni culturali, da qui il mio interesse all'arte e a tutto ciò che concerne la datazione, lo studio della composizione e delle tecniche di produzione dei reperti storici. Mi piace sperimentare cose nuove ed è per questo che ho iniziato a praticare danza aerea e danza del ventre. Sono sempre in ricerca di stimoli ed entusiasta di fronte nuove sfide che si propongono. Sicuramente le mie capacità culinarie sono migliori di quelle creative ma ce la metto tutta. Quando ho un obiettivo non demordo finché non lo raggiungo! "

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